mercoledì 31 ottobre 2012

? - 30/9/2012

E così tu vieni da me
a chiedermi cosa sia
quella cosa
che in così tanti chiamiamo poesia?
Sono probabilmente
l'ultimo a cui vale la pena
fare questa domanda:
non ho risposta,
e non sono sicuro di esserne in cerca.
Ma se la stessi cercando
non so se vorrei scoprirla.
Perchè ho il sospetto
che questa "cosa"
che tu citi,
altro non sia che una mela posta in cima
al mio capo.
l'arciere ha una mira scarsa
e la sua freccia ha una penna
sulla punta.
Forse, più che altro,
è una malattia:
il medico ha in mano
una siringa d'inchiostro
e a me gli aghi e la loro sottigliezza
fan paura.
Poesia è comunicazione
a senso unico ripetuto:
ciò che vedo lo rimando a qualcuno,
o anche solo a me stesso.
Poesia è il suo sguardo
e qualsiasi cosa io ci voglia vedere.
E mille, mille, e mille e più
immagini, suoni, significati
che non so e non cercherò.

Pensieri mattutini 8 - Poeta

Mira lo sguardo del gramo,
mira l'orizzonte,
rimira l'invisibile.
Perso nel vuoto,
il suo sguardo
è consapevole
dell'invisibile e del celato.
E se ti sembra di notare
sulla sua guancia
una lacrima solitaria
è sicuramente
un miraggio:
egli le sue lacrime
e il suo sangue
li lascia scorrere solo sulla carta.

Pensieri mattutini 5 - 7/8/2012

Nuotava e piangeva,
le lacrime rivolte
al suo irreale
e irrealizzato orizzonte.
I sensi infiammati
da chi non è rimasta che un'idea
raminga,
una possibilità in esilio,
un sogno di un sogno,
più irreale delle trame di Morfeo.
Abbastanza reale e vicina
da far male
nell'inesistente rumore
di una bolla di sapone
più che con una fragorosa frustata.

Pensieri mattutino 4 - Onde - 2/8/2012

Alba dopo alba,
il profumo del vento
cambia sempre
come le onde del mare.

Pensieri mattutini 3 - Tramonto lunare - 2/8/2012

Hai mai guardato
il tramonto lunare?
Il latteo volge,
vicino all'oro dell'orizzonte,
in arancio leggero,
il cielo da velluto blu è seta lavanda
per pochi istanti ancora.
E già, a oriente,
sorge
un nuovo giorno
a distruggere
armato di luce impetuosa
l'arazzo delicato del tramonto lunare.

Pensieri mattutini 2 - Domande esistenziali - 1/8/2012

Mi chiedo ancora perchè sono qui
in contemplazione assorta,
ingenuamente cercando
di riportare sulla carta
nello stesso istante
il blu violaceo
delle prugne mature,
e il verde luminoso
del fico e della quercia,
il giallo dell'erba secca,
il marrone aspro della terra dura,
il suono il profumo e il colore del vento
e il fiore color alba
di una pianta grassa
della quale ignoro il nome.
Come?

Pensieri mattutini 1 - 1/8/2012

Se l'oro e il disprezzo
sono in realtà
la misura dell'amore
e della stima,
non sono forse i veri santi
coloro i quali odiano e disprezzano?
Pensieri fumosi, contorti
e foschi all'ora leggiadra
del sole che toglie, silente, la vita
alla rugiada, timida
scappa
al solo presagire l'apparizione
del sole.

Infinito - 1/8/2012

Alla luce di questo
crepuscolo d'alba
per quello che tu sai
e quello che io so
abiuro
quel che sono e sono stato
per far posto ad un incalzante sarò.
Per trovare le stelle
nei suoi occhi
non ho bisogno
di essere veggente
e nel vento
che le scompiglia i capelli
senza essere àugure
vedo il volo degli uccelli.
Per il profumo del vento
giuro su me stesso
e sullo scorrere del tempo
che sul mio corpo scorre,
l'abbandono di strade percorse,
di passi già vissuti.
E passo nuovo dopo nuovo passo,
lo sguardo perso nell'infinito
del viola
di questo mattutino crepuscolo,
verso un orizzonte nuovo,
silente,
mi incammino.

Madonna incamminata - 30/5/2012

Madonna incamminata
sul sentiero
di pietre e di sabbia
scalza come sui carboni ardenti
sconfitta
ora che il mondo
ti ha tolto
tra mille tormenti
l'unico filo d'erba
verde sulla tua strada.
Figlio tuo,
agnello del mondo,
hai pianto
vedendolo diventare,
cambiare immutato
da tuo figlio
a figlio di Dio.
Non hai potuto nulla
per portarlo al sicuro del tuo ventre.
Già nel tempio
sapevi
che ti saresti incamminata
su un sentiero
di devota amarezza.
E ora nel legno
lacrimosa
guardi i chiodi confitti
nella carne
di colui che hai chiamato
"Figlio mio"
pur sapendo
che nulla era tuo
e Lui soprattutto
lo era di Dio.

La strada per la luna - 9/5/2012

Tra chi ha chiesto la luna
o cercato la strada,
chi lava la propria ombra
si acquatta
pronto a colpire.
Quando vedrai
un'ombra pulita,
sappi che è legata,
che se potesse
si coprirebbe d'ombra
il volto d'ombra
per l'ombra della vergogna
di chi non ha trovato la strada per la luna.

Epitaffio contro l'oca - 19/4/2012

Alla fine per le strade
ci sarete solo voi.
Lo avrete il vostro ordine,
lo avrete il vostro potere.
Noialtri staremo fermi, composti, impilati
o ammucchiati con le ossa mischiate.

Spleen - 13/2/2012

Sotto il cielo
gravido dei miei sogni
oggi io cammino
e non mi curo del sole
ed è subito spleen.
C'è spleen
dietro le mie palpebre
sotto gli occhi sbarrati
mortalmente ferita la luna
e il sole, sgonfio
Sorge macchiato
di un sangue non suo
dalle spume del mare.
Porta con sè un altro giorno
altre ore macchiate del sangue della luna,
e sotto i raggi dorati
del sole lucente
è nero e oscuro il mio pensiero.

Domande di un bambino curioso - 3/2/2012

Mamma,
in una foto di tanti anni fa
ho visto un foglio, il cielo,
un bambino e un lampione.
Il bambino è cresciuto?
Fa ancora luce quel lampione?
E il cielo?
Piovve quel giorno?
Si bagnò, si sciolse il foglio?
E cosa c'era nel foglio?
Una foto di famiglia
da una casa vuota?
Perchè quella casa era vuota?
Erano forse stati sfrattati
coloro che là vivevano là?
O era il disegno
di un bambino?
Era il disegno DEL bambino?
Il bambino corre nella foto.
Rincorreva il suo disegno?
Ma il foglio è finito in una pozzanghera.
Mamma,
dov'è finito il foglio?
Perso, si è sciolto, infine, nella fogna?
O il bambino lo ha raccolto
e poi, maturo, riguardandolo
ha pensato a quella giornata
di cielo coperto?
O ha dimenticato
le nuvole, il disegno,
il marciapiede e il lampione?
E poi, era un disegno
quel foglio?

Non è Spleen - 22/01/2012

Da persona chiassosa
cerco il silenzio
per nascondermi nel buio
delle mie macchie.
Non è Spleen,
ho avuto più di quanto avessi mai chiesto,
ma quello che ho chiesto
ho visto negarmelo
per poi crudelmente, guardarlo allontanarsi.
La mia anima chiassosa
cerca riparo nel silenzio
di due occhi luminosi
dalla tenebra sanguigna
del manto di Morfeo.
Una candela.
Due candele.
Tre candele.
Un'infinito incendio di candele
infiamma il mio pensiero.
Da deserto che era prima,
migliaia di spiriti danzanti
come pensieri
affollano la mia mente.
Ogni deserto finisce
prima o poi su una spiaggia,
a volte
mi è capitato di sentirmi vecchio
guardando due serie gemelle di impronte
sulla sabbia
o i loro proprietari
(si può essere proprietari delle proprie impronte?).
Quanto sangue, beveraggio di lordi e foschi sciacalli
e avvoltoi in cerca di carne
non già putrida, bensì calda
che da poco il tiepido soffio della vita ha abbandonato.
Non è che una candela sul sole la mia mente,
una goccia d'acqua davanti all'oceano,
al cospetto dei sogni.
Che poi, chi sa districarli?

Risveglio - 21/12/2011

Svègliati,
chè il giallo del cielo
tende ora al verde.
Il nero delle stelle
ingoia gli spettri della notte
e il blu del sole.
Si riflette nell'arancione opaco
del mare.
Se socchiudi le palpebre
vedrai attraverso le ciglia
un mondo rarefatto
il cui cielo è azzurro
bianco e giallo i colori del sole.
Un mondo falso,
dove blu è il colore del mare
e bianche le stelle silenti nella notte.

Ricordi inventati - 17/12/2011

É sera.
Un'altra giornata finisce
e ora sotto le coltri
dietro le palpebre
inizia un mondo:
metà ricordo,
un pizzico di poesia
e molta emozione
sublimati
invadono un'aria immaginaria
come un rarefatto profumo,
un flebile suono
e le stelle raffigurano
un gesto o uno sguardo.
E mentre è sera
e il macigno di Morfeo
mi appesantisce le palpebre.
Scivolo dal sottile filo di rasoio
di una realtà
verso un'altra realtà.

Casa di sabbia - 18/12/2011

Un granello più un granello
più un granello ancora non è un mucchio,
di tre briciole di pane non si sfama
nemmeno un passerotto
e sei sono misera cosa.
Un sasso più un sasso
più un sasso è già una pila,
ma di tre sassi non fai una dimora
e sei son misera cosa.
Un mucchio di sabbia
è l'insieme di infiniti non-mucchi,
granelli,
e ogni montagna non è che un sasso.
Ogni cosa non è che un mucchio di sassi
disposti in un ordinato caos
per custodire sogni, rabbia e follia.

Gorgo - 17/12/2011

Chi sogna auree epoche passate
si ammanta di illusioni eterne,
dorate come l'alba
e struggenti come il crepuscolo,
sideralmente lontane,
come il sogno di un libro, insistente.
Volubile è l'animo umano,
al minimo tocco la mente
sfugge
in un gorgo di follia.

Oriente di carta - 6/12/2011

Ci sono quelli per i quali
ormai l'occhio rosso dell'Occidente
si avvicina.
Quelli che, all'arrivo della neve,
scappano
per ammantarsi di notte.
Quelli che hanno aperto le ali
sbilenche e tristi come
ipotetici albatri
malinconici esiliati.
Ci sono stati quelli che hanno provato
e sono stati vinti dal mondo
e quelli che neanche hanno tentato.
E mentre come oro cadono le foglie
del mio autunno di fanciullezza
anche io mi domando
dove mi porterà la mia Strada.
Quelli che hanno smarrito la Via
hanno venduto forse la forza
di opporsi al Mondo,
o è stata loro estirpata?
Certamente non so
come il Sommo Signore Fato
ordisce e governa:
i fili retti da  Morfeo
sembrano più reali e più semplici
da districare
delle migliaia di vie che
si aprono davanti a me.
Ad ogni scelta risponde
un abbandono, un aborto
di ciò che "forse sarebbe stato se".
Come quelli che affidano la propria vita
al lancio di una moneta,
anche io cerco di accecare
tutti i miei occhi.
La Ragione, la Speranza,
la Passione che cieca è già,
e mantengo salda la presa
sulla matita e la penna
che mi fungono da bussola
e viaggio verso un Oriente di carta.

Mendicante di sogni - 21/9/2011

Quello del poeta
è un sogno velenoso
di pini che occhieggiano
di querce che sussurrano.
Pennelli e bandiere,
spade e pugnali,
intrighi fitti
come le trame di Morfeo.
Quello del poeta
è un discorso da ciarlatano,
di parole vuote
da venditore di finte sillabe
di elementari imbrogli
e verità sepolte.
Quella del poeta
è un'azione immonda,
in luogo della verità la menzogna
è il suo unico fine,
e mente con la verità sulle labbra.
Uccide, si uccide,
si rigenera e resuscita
in versi dai versi.
Quella del poeta
è una vita liquida
sfuggente e incommensurabile:
è umano e la sua carne muore e decade,
confidando nella labile immortalità
di un foglio di carta.
in cambio della libertà o della prigionia,
non l'ha saputo prima
di non avere più un'anima,
venduta al peggior offerente,
buttata al vento
o strappata a brani dai mille fiori che ci sono cresciuti
come sull'albero marcio.
Quella del poeta
è una penna tossica
una siringa con due aghi:
il poeta scrive con il sangue
suo e degli altri, parassita
per le anime e gli spettri
che rinchiude nei fogli,
scrivendo risposte
tra le righe di letture malate.
Il poeta è un nomade
un apolide che chiama casa
il foglio e la penna,
vaga con la tana in tasca
senza meta nè posa
tra le pagine che assorbono
il sangue di coloro che, mai esistiti,
ha ucciso e rapito.
Quella del poeta
è una morte di rinuncia e rinascita:
il suo cuore di fuoco
illumina e brucia
pagine di sogni non scritti,
non fatti,
mai esistiti se non nella realtà.

Cogli l'attimo - 25/11/2011

Non dormire nè sognare
paradisi di fuochi di fuoco
è il mio destino.
Devo, invece, vegliare
per ogni attimo che 
come acqua tra le mani
scorre attraverso me.
E come l'acqua lascia
le mani umide,
anche gli istanti lasciano
su di me tracce delebili
di fragile sensibilità,
aspettativa futile.
Temo il momento in cui dovrò
-vorrò-
contro il Me razionale
tuffarmi in questo fiume,
alla ricerca di un pezzo di legno
che ancora ricorda la vagamente
la terraferma dalla quale, affrancato,
un po' navigo e un po' galleggio inerte.
Esule di me stesso
scappo cogliendo l'attimo,
servo di me stesso,
cieco mercenario,
alla ricerca dell'attimo.