mercoledì 31 ottobre 2012

Cogli l'attimo - 25/11/2011

Non dormire nè sognare
paradisi di fuochi di fuoco
è il mio destino.
Devo, invece, vegliare
per ogni attimo che 
come acqua tra le mani
scorre attraverso me.
E come l'acqua lascia
le mani umide,
anche gli istanti lasciano
su di me tracce delebili
di fragile sensibilità,
aspettativa futile.
Temo il momento in cui dovrò
-vorrò-
contro il Me razionale
tuffarmi in questo fiume,
alla ricerca di un pezzo di legno
che ancora ricorda la vagamente
la terraferma dalla quale, affrancato,
un po' navigo e un po' galleggio inerte.
Esule di me stesso
scappo cogliendo l'attimo,
servo di me stesso,
cieco mercenario,
alla ricerca dell'attimo.

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